Perché monitorare i sintomi della menopausa nel tempo fa davvero la differenza

La memoria non è un registro affidabile dei sintomi.

Accorgersi che qualcosa non va è un conto. Riuscire a mostrare al medico di base esattamente quello che sta succedendo (con che frequenza, con quale gravità e cosa sembra peggiorare la situazione) è tutt’altra storia.

Quando il medico di base ti chiede come ti sei sentita negli ultimi tre mesi, la risposta onesta è che la memoria non è un registro affidabile. Le ricerche dimostrano in modo coerente che le persone fanno fatica a ricordare con precisione l’andamento dei propri sintomi*.

Perché un diario dei sintomi cartaceo non basta

Un diario cartaceo ha lo stesso problema dell’affidarsi alla memoria: per tenerlo con costanza serve disciplina, tende a essere abbandonato e non produce schemi né tendenze che un medico possa davvero leggere a colpo d’occhio in una visita breve.

Come un’app rivela schemi che altrimenti ti sfuggirebbero.

Un’app dedicata cambia completamente le cose. Dato che registri i sintomi nel momento in cui si presentano, i dati rispecchiano la realtà e non quello che ti capita di ricordare in sala d’attesa. Nel corso di settimane e mesi emergono schemi che la memoria da sola non renderebbe mai visibili: se le vampate di calore sono peggiori in certi momenti della giornata, se il sonno disturbato si concentra intorno al tuo ciclo, se l’ansia ha picchi prevedibili dopo determinati fattori scatenanti. TALIA monitora i fattori scatenanti insieme ai sintomi proprio perché il contesto conta: una vampata di calore alle 3 di notte dopo un bicchiere di vino la sera prima racconta una storia completamente diversa da una che si presenta in modo casuale durante il giorno.

Cosa dice la ricerca sul monitoraggio dei sintomi e sulle visite dal medico di base.

Con la crescente popolarità delle app per la menopausa, vengono pubblicate sempre più ricerche. Secondo PLOS Medicine, usare un’app ha aiutato le donne a dare un senso ai propri sintomi, a collegarli tra loro e a vedere emergere degli schemi. Vedere tutti i sintomi registrati in un unico posto all’interno di un’app è stato descritto come il momento in cui “si accende la lampadina”, e le donne hanno apprezzato moltissimo l’idea di essere “armate di prove” sulle proprie mestruazioni, sui sintomi, sulla loro gravità e sulla loro durata. Portare alle visite dal medico di base una registrazione strutturata dei sintomi ha permesso loro di comunicare la propria esperienza in modo più chiaro e di discutere le opzioni di trattamento in modo più efficace. Un’utente dell’app ha osservato: «la prima cosa che ti chiede sempre (il medico di base) è perché non tieni un calendario di quello che ti succede, così possiamo vedere se c’è uno schema».

Nel complesso, le donne si sentivano più padrone della propria menopausa e più sicure nel partecipare a un processo decisionale condiviso con i professionisti sanitari che le seguivano. Gli autori di uno studio** raccomandano di far conoscere alle donne le app specifiche per la menopausa, per sostenerle nella gestione dei propri sintomi.

I dati registrati possono accorciare la strada verso il trattamento giusto

I professionisti sanitari hanno poco tempo e si basano molto su quello che riesci a dire loro. Arrivare con mesi di dati sui sintomi, completi di data e livello di gravità, invece di cercare di ricostruire il passato a memoria, offre al tuo medico un quadro davvero più chiaro. Può accorciare la strada verso la diagnosi giusta, il trattamento giusto e la dose giusta.

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Domande frequenti sul monitoraggio dei sintomi della menopausa

Perché dovrei monitorare i sintomi della menopausa nel tempo?

Perché la memoria non è un registro affidabile. Quando il medico di base ti chiede come sei stata negli ultimi tre mesi, il bias del ricordo fa sì che tu non possa riferirlo con precisione a memoria. Monitorare i sintomi nel momento in cui si presentano ti dà un registro completo di date e livelli di gravità, che rispecchia la realtà e rivela schemi che altrimenti ti sfuggirebbero.

Un’app per monitorare i sintomi è meglio di un diario cartaceo?

Sì. Un diario cartaceo ha lo stesso problema della memoria: per tenerlo serve disciplina, tende a essere abbandonato e non produce schemi che un medico possa leggere a colpo d’occhio in una visita breve. Un’app registra i sintomi sul momento, così nel corso di settimane e mesi fa emergere tendenze, per esempio se il sonno disturbato si concentra intorno al tuo ciclo o se l’ansia ha picchi dopo determinati fattori scatenanti.

Monitorare i sintomi aiuta durante le visite dal medico di base?

La ricerca suggerisce di sì. Uno studio pubblicato su PLOS Medicine ha rilevato che registrare i sintomi in un’app ha aiutato le donne a dare un senso alla propria esperienza e a sentirsi armate di prove durante le visite, comunicando in modo più chiaro e discutendo il trattamento in modo più efficace. Arrivare con mesi di dati completi di data e livello di gravità, invece di ricostruirli a memoria, può accorciare la strada verso la diagnosi, il trattamento e la dose giusti.

Fonti esterne

*Uno studio pubblicato sul Journal of Psychosomatic Research ha rilevato che tutti i partecipanti, quando ricordavano un arco di tempo più lungo, riferivano più sintomi di quanti ci si potesse aspettare dalle loro segnalazioni effettive in tempo reale, un fenomeno ben documentato chiamato bias del ricordo. Colpisce tutti ed è più marcato quando le domande riguardano eventi avvenuti in un intervallo di tempo più lungo.

**Uno studio sottoposto a revisione paritaria condotto su 1.900 donne ha rilevato che un uso più assiduo di un’app per il monitoraggio dei sintomi era associato a un miglioramento dei sintomi, in particolare dei disturbi psicologici come ansia, nebbia mentale, mancanza di energia e difficoltà di concentrazione.

È attualmente in corso uno studio randomizzato controllato della Mayo Clinic con l’obiettivo specifico di misurare se il monitoraggio strutturato dei sintomi tramite un’app mobile migliori il processo decisionale condiviso tra pazienti e medici delle cure primarie, rispetto alle sole informazioni standard.

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Kate Kirkman Cofondatrice
Kate Kirkman è cofondatrice di TALIA, un'app che mette la privacy al primo posto e aiuta le donne a monitorare e comprendere la perimenopausa e la menopausa. Kate ha iniziato ad attraversare la perimenopausa a metà dei quarant'anni e, non riuscendo a trovare un modo semplice e privato per monitorare i suoi sintomi e la sua TOS (terapia ormonale sostitutiva), ha creato TALIA insieme al marito Brent, mettendo a frutto la sua esperienza nel marketing televisivo e nella strategia di brand internazionale.